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Epitalone: il tétrapeptide che attiva la telomerasi e la ricerca sulla longevità

PEPSPAN RICERCA / APRILE 2026

L'Italia ha sempre avuto un rapporto speciale con l'idea di invecchiare bene. La dieta mediterranea, il ritmo di vita, la cultura del benessere a tavola — tutto converge in una visione dell'invecchiamento come processo da governare, non subire. In questo contesto, la ricerca moderna sulla longevità molecolare trova terreno fertile. E tra i peptidi più studiati nella biologia dell'invecchiamento, l'Epitalone occupa un posto di rilievo crescente: non per moda, ma per la solidità dei dati preclinici accumulati in oltre quattro decenni di lavoro.

Il problema dell'accorciamento dei telomeri: la radice biologica dell'invecchiamento

Ogni cellula del nostro organismo porta nei cromosomi un orologio molecolare: i telomeri. Queste strutture ripetitive all'estremità dei cromosomi — formate dalla sequenza TTAGGG ripetuta migliaia di volte — svolgono la funzione di proteggere l'integrità del DNA durante la replicazione cellulare. Il problema è che ogni ciclo di divisione consuma una porzione di questa sequenza protettiva. È il cosiddetto "problema della replicazione terminale", descritto da Olovnikov già negli anni '70 e poi confermato da Elizabeth Blackburn, Carol Greider e Jack Szostak, che valsero loro il Premio Nobel nel 2009.

Quando i telomeri si accorciano oltre una soglia critica, la cellula smette di dividersi e va incontro a senescenza replicativa: resta metabolicamente attiva ma non si riproduce più, e inizia a secernere un cocktail di citochine pro-infiammatorie noto come SASP (Senescence-Associated Secretory Phenotype). In sostanza, le cellule senescenti "inquinano" il tessuto circostante, contribuendo all'infiammazione cronica di basso grado — chiamata inflammaging — che caratterizza i tessuti anziani. Il nesso tra lunghezza telomerica, velocità di invecchiamento biologico e rischio di patologie correlate all'età è oggi uno dei campi più attivi della biologia molecolare.

La telomerasi, l'enzima in grado di allungare i telomeri, è espressa in modo significativo solo nelle cellule staminali e nelle cellule germinali. Nella maggior parte dei tessuti adulti, la sua attività è repressa. Riattivare selettivamente questo enzima nelle cellule somatiche rappresenta uno degli obiettivi più ambiziosi — e scientificamente controversi — della ricerca sulla longevità. È qui che entra in scena l'Epitalone.

Come l'Epitalone attiva la telomerasi: i meccanismi molecolari

L'Epitalone (Ala-Glu-Asp-Gly, tetrapeptide Alanina-Acido glutammico-Acido aspartico-Glicina) è stato isolato e sintetizzato dal gruppo di Vladimir Khavinson presso l'Istituto di Gerontologia di San Pietroburgo a partire dagli anni '80. La ricerca del gruppo russo ha dimostrato in modelli cellulari e animali che questo peptide è in grado di indurre l'espressione della telomerasi in cellule somatiche normalmente prive di attività enzimatica significativa.

Il meccanismo proposto coinvolge la regolazione epigenetica del gene TERT (Telomerase Reverse Transcriptase), la subunità catalitica della telomerasi. Dati pubblicati nel Journal of Anti-Aging Medicine mostrano che l'Epitalone può demethilare i promotori del gene TERT in cellule endoteliali umane in coltura, portando a un aumento dell'espressione genica e, di conseguenza, dell'attività telomerasica. In esperimenti su fibroblasti umani, le cellule trattate con Epitalone hanno mostrato un allungamento misurabile dei telomeri rispetto ai controlli, con un corrispondente incremento della capacità proliferativa.

È importante sottolineare che questi risultati provengono principalmente da studi in vitro e su modelli animali. La traduzione alla fisiologia umana rimane un campo aperto. Tuttavia, la specificità del meccanismo epigenetico — agendo sulla metilazione del promotore piuttosto che sulla struttura del DNA — lo distingue da approcci meno mirati e lo rende un oggetto di studio particolarmente interessante per i ricercatori nel campo dell'epigenetica dell'invecchiamento.

La ricerca preclinica: cosa dicono gli studi su modelli animali

Il corpus più consistente di dati sull'Epitalone proviene dagli studi longitudinali condotti da Khavinson e collaboratori su roditori e primati. In uno studio pubblicato su Bulletin of Experimental Biology and Medicine, topi trattati con Epitalone per periodi prolungati hanno mostrato una riduzione dell'incidenza di tumori spontanei, un miglioramento della funzione immunitaria e un aumento della sopravvivenza media rispetto ai controlli. L'effetto sulle neoplasie è stato attribuito in parte all'azione antiossidante del peptide e in parte alla modulazione dei meccanismi di riparazione del DNA.

Studi su primati non umani hanno esplorato l'effetto dell'Epitalone sulla funzione visiva retinica in animali anziani. I ricercatori hanno osservato un rallentamento della degenerazione dei fotorecettori retinici, con mantenimento di parametri elettrofisiologici (ERG — elettroretinogramma) significativamente superiori nei gruppi trattati. Questo è coerente con l'ipotesi che il peptide eserciti effetti protettivi sui tessuti a elevato turnover ossidativo.

Particolarmente rilevante per la ricerca sull'invecchiamento è lo studio della relazione tra Epitalone e ciclo circadiano. Nei modelli animali anziani, la ritmicità circadiana tende a disorganizzarsi progressivamente, con conseguenze sul sonno, sul sistema immunitario e sulla regolazione ormonale. I dati indicano che l'Epitalone può contribuire a ripristinare l'ampiezza dei ritmi circadiani in animali anziani, con un possibile meccanismo mediato dall'interazione con la ghiandola pineale.

Epitalone e la ghiandola pineale: melatonina e regolazione circadiana

La ghiandola pineale — chiamata da Cartesio "sede dell'anima" — è in realtà un organo neuroendocrino di dimensioni ridotte ma con funzioni di straordinaria importanza nella regolazione del ritmo sonno-veglia e nella modulazione dell'asse ormonale. La sua funzione principale è la produzione di melatonina, sintetizzata prevalentemente nelle ore notturne in risposta all'assenza di luce. La melatonina non è solo un ormone del sonno: è un potente antiossidante, un modulatore del sistema immunitario e un segnale temporale per numerosi processi fisiologici.

La ricerca di Khavinson propone che l'Epitalone sia una forma bioattiva del peptide nativo prodotto dalla ghiandola pineale stessa — l'Epitalamina — nel regolare la propria funzione. Con l'invecchiamento, la produzione di melatonina da parte della pineale diminuisce progressivamente e i ritmi circadiani si appiattiscono. L'ipotesi è che somministrare Epitalone esogeno possa parzialmente compensare questo declino funzionale, stimolando la biosintesi di melatonina e ripristinando l'ampiezza dei ritmi circadiani.

In studi su ratti anziani, il trattamento con Epitalone ha portato a un aumento significativo dei livelli notturni di melatonina e a un miglioramento dei parametri del sonno valutati con EEG. Questi dati suggeriscono che l'asse Epitalone-pineale-melatonina potrebbe rappresentare una delle principali vie attraverso cui il peptide esercita i suoi effetti sistemici. Per i ricercatori interessati alla biologia dei ritmi circadiani e all'intersezione tra neuroendocrinologia e invecchiamento, questo rappresenta un filone di indagine particolarmente ricco.

Acquistare Epitalone in Europa: criteri di qualità e purezza

La qualità di un peptide di ricerca si misura anzitutto sulla purezza. Per l'Epitalone, come per tutti i peptidi sintetici, la sintesi in fase solida (SPPS) può produrre subprodotti — sequenze troncate, peptidi con modificazioni non desiderate, contaminanti del solvente — che influenzano la riproducibilità dei risultati sperimentali. Un fornitore affidabile deve fornire documentazione analitica di terze parti: tipicamente un cromatogramma HPLC con purezza ≥98% e uno spettro di massa (MS o HRMS) che confermi la sequenza corretta e il peso molecolare atteso (Epitalone: PM 432,38 Da).

In Europa, i ricercatori hanno il vantaggio di poter accedere a fornitori soggetti alla normativa UE in materia di buone pratiche di fabbricazione. I prodotti Pepspan vengono prodotti da fornitori certificati cGMP e ogni lotto è accompagnato da un COA (Certificate of Analysis) completo, verificabile e rilasciato da laboratori indipendenti. La spedizione avviene dall'interno dell'Unione Europea, eliminando le complicazioni doganali tipiche dei fornitori extra-UE.

L'Epitalone di Pepspan è disponibile in flaconi da 10 mg a 69 EUR, con COA HPLC incluso e spedizione gratuita per ordini superiori a 100 EUR. Ogni acquisto è destinato esclusivamente a ricercatori qualificati per uso in laboratorio.

Domande frequenti

Cos'è la telomerasi e perché è importante per l'invecchiamento?

La telomerasi è un enzima ribonucleoproteico che ripristina le sequenze telomeriche alle estremità dei cromosomi. Con ogni divisione cellulare, i telomeri si accorciano progressivamente; quando raggiungono una lunghezza critica, la cellula entra in senescenza o va incontro ad apoptosi. Mantenere una lunghezza telomerica adeguata è considerato uno dei marcatori chiave dell'invecchiamento biologico e uno degli obiettivi più studiati nella ricerca sulla longevità.

Qual è la differenza tra Epitalone ed Epitalamina?

L'Epitalamina è un estratto peptidico grezzo della ghiandola pineale bovina, contenente una miscela di peptidi bioattivi non completamente caratterizzati. L'Epitalone (Ala-Glu-Asp-Gly) è la forma sintetica purificata del peptide attivo identificato da Khavinson attraverso decenni di frazionamento e caratterizzazione biochimica. Per la ricerca preclinica riproducibile, l'Epitalone sintetico offre una composizione esattamente definita e purezza verificabile tramite HPLC e spettrometria di massa.

L'Epitalone è legale in Italia per la ricerca scientifica?

In Italia, l'Epitalone non è inserito nella tabella delle sostanze stupefacenti e psicotrope controllate (DPR 309/90) né è classificato come medicinale con autorizzazione all'immissione in commercio da parte di AIFA. Come sostanza chimica di ricerca, può essere acquistato e detenuto da ricercatori qualificati per uso esclusivo in laboratorio, nel rispetto della normativa vigente sulle sostanze chimiche di ricerca.

Come si conserva correttamente l'Epitalone in polvere liofilizzata?

L'Epitalone in forma liofilizzata va conservato a -20°C al riparo dalla luce e dall'umidità. In queste condizioni è stabile per 24-36 mesi. Una volta ricostituito in acqua batteriostatica sterile, la soluzione va conservata a 4°C e utilizzata entro 30 giorni. Evitare cicli ripetuti di congelamento e scongelamento che possono degradare la struttura peptidica e ridurre la potenza biologica.

È possibile combinare Epitalone e GHK-Cu nella ricerca anti-invecchiamento?

L'Epitalone e il GHK-Cu agiscono su meccanismi distinti ma complementari: il primo sulle vie della telomerasi, della regolazione circadiana e della funzione pineale; il secondo sulla sintesi del collagene, la modulazione genica su larga scala e la riparazione tissutale. Alcuni protocolli di ricerca studiano la combinazione come approccio multi-target all'invecchiamento cellulare, sfruttando la non sovrapposizione dei loro meccanismi d'azione primari.

Quali parametri analitici devo verificare nel COA di un Epitalone?

Un COA completo per l'Epitalone deve includere: purezza HPLC ≥98% (con cromatogramma allegato), conferma della sequenza peptidica tramite spettrometria di massa (PM atteso: 432,38 Da), assenza di contaminanti del solvente (TFA, acetonitrile), endotossine ≤5 EU/mg per applicazioni in vitro su cellule sensibili. Il COA deve essere rilasciato da un laboratorio terzo indipendente, non dall'azienda produttrice stessa.

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